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stagioni
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Gli appuntamenti fissi delle stagioni sembrano indicare una circolarità dello scorrere del tempo e dell’alternarsi della morte e della vita. Invece di un flusso lineare, un ripetersi ciclico di eventi, all'infinto. Inverno
Terso gelo d’azzurro inverno, bianche cascate ghiacciate, mute colonne di puro cristallo,
maestose arcate di candidi duomi, splendenti di neve, brillanti di brina.
Paesaggio di ere passate, non contaminate.
Freddi silenzi di tempi remoti che svaporano, piano, dalle montagne innevate.
Terso cielo d’azzurro inverno, bianche cascate ghiacciate,
bloccate, in attesa di primavera, astratte figure serrate nel gelo, in attesa di prossima vita.
Il tempo della memoria: rivivere una sensazione di primavera, rivedere inaspettatamente l'immagine di una cartolina dimenticata… Mattina di primavera Aria che vive di campane lontane. Brezza leggera di primavera. Ulivi d’argento mossi dal vento Calore di sole.
Cartolina di Pasqua: rondini in volo e pesco fiorito cartoncino ingiallito, acquarello sbiadito che torna e rivive. Le stagioni dell'anno ci sembrano chiare metafore delle stagioni della nostra vita Pomeriggio d’Agosto
Vanno i nastri neri degli asfalti verso acquosi miraggi fluttuanti. Cammino su piastre radianti nell’afa spruzzata di oleandri.
Fra le sottili grate delle ciglia socchiuse iridati frammenti d’orizzonti abbaglianti.
Progressivamente sul selciato si allungano i neri velluti delle ombre.
Lontano, in solvenza, sotto gli alti cumuli di nubi, tuoni lontani rintronano cupi, sordi, profondi richiami di prossima partenza.
Soffiata da un brivido d’aria
alla fine d’agosto della mia vita.
Lumini sul mare.
Calda notte d’estate: poso sull’acqua il mio piccolo lume per la festa d’agosto.
Spingo, al largo, il mio lume di cera, La brezza l’accoglie e lo porta lontano.
Ondeggia, sparisce, ricompare, e sparisce di nuovo. Si unisce alle altre luci tremanti.
Lontani da riva si cullano insieme.
Poi, uno ad uno, si spengono dietro onde lontane, ma il mio piccolo lume ancora rimane.
Certamente, fra poco, svanirà fra le onde più nere.
In alto, le stelle brillano eterne. Tremano appena, tristi, per l’effimera fine di quegli umani lumini
Lombrichi striscianti
Strisciano, sinuosi, lunghi lombrichi nelle pozze melmose
Strisciano limacciosi pensieri nella mia mente annebbiata
E’ inzuppata l’anima mia di stagnante tristezza.
Autunno Prima di dormire
Foglie arrossate di vigneti lontani specchiano fiamme di nuvole sparse, nel calmo tramonto d’un tiepido autunno.
Laggiù, nei campi arati di fresco, ove l’umida terra traspira silenzi, un uomo lavora, con fatica, da sempre.
Placide mucche, ruminando pensieri, ascoltano i suoni dei moti celesti di mondi lontani e remoti nel tempo.
La tristezza intera dell'Universo piange negli occhi di un cane pastore spenti da un velo di opaca vecchiaia.
Oltre la valle, fra le azzurre montagne, l‘eco ormai stanca del triste abbaiare risuona ovattata, poi si perde,
lontano.
Come sipario di vapore dorato, cala dall’alto, lentamente, la sera. Un sospiro infinito, cristallizza la pace.
Dalle toppe di prato, ai lati del fiume, una vaga foschia comincia a salire.
Lenzuolo di nube che viene a coprire.
Parentesi d'un battito d'ala che, adesso, si chiude.
Un attimo prima di ... dormire….
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