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Alberi, foreste:
miracoli della vita che non
sappiamo proteggere e conservare
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Albero
Un fragore assordante
stupra il silenzio del bosco.
Stridono, vibrando,
i denti della lama d'acciaio,
e sbranano,
ingordi, il tronco bagnato
del maestoso,
solenne
ed
altissimo
Faggio.

Scricchiolando, il fusto si inclina su un lato
e, tentando un ultimo abbraccio,
intreccia i suoi rami coi rami fratelli.
Poi, s’abbatte di schianto,
con immenso boato,
facendo tremare la terra
nella grande foresta atterrita
e sgomenta
per l’ultimo oltraggio.
Muto, il fusto appena troncato,
piange limpide perle di linfa
e mostra, nella ferita,
numerosi concentrici anelli;
impronte di un lungo e remoto passato:
inverni di neve, di vento e di ghiaccio,
concerti gioiosi di canti di uccelli
nel tiepido sole
del mese di maggio
Triste, osservo con attenzione,
quel taglio, quella sezione di vita,
e
la crittografia che, ad ogni stagione,
per segreta e cifrata memoria,
negli anelli è stata scolpita,
senza capirne
l’arcano
linguaggio.
Così, alla fine della nostra vita,
i polverosi microsolchi neri,
su cui fu incisa ogni storia,
senza un pick up, senza un congegno di diffusione,
resteranno per tutti,
per sempre,
un misterioso,
muto messaggio.
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Ci sono ancora luoghi (pochi) in cui la
natura non è stata violata.
Ho raccolto alcune poesie che parlano dei
sentimenti che proviamo quando abbiamo la fortuna di trovarli e di goderne
I boschi, le foreste….. Luoghi in cui ci
riconciliamo con la natura. Luoghi in cui riflettere.
Luoghi in cui pregare come i nostri lontani
antenati che, nella foresta, sentivano la presenza del divino.
Una foresta può essere ancora una Cattedrale.

Cattedrale
L'ombrosa schiera di altissimi fusti,
scuri, rugosi pilastri coperti di muschi,
innalzano al cielo l'immenso respiro
di tutta la vita del
bosco.
Arcuati telai di flessibili rami,
dondolano verdi vetrate di foglie;
lievi altalene d'incerti ricami,
soffiate da brezze serali di luglio.
Maestosi rosoni incastonati di fronde
tremolanti di ombre e di nastri di luci
chiudono, in fondo,
le fresche ed ombrose navate profonde.
Brulica la vita nell'humus e nei muschi
fra gli intrecci dei fitti cespugli,
e intona un rosario di brusii e di bisbigli
che cadenza la musica sacra dei boschi :
il Grande Organo di canne e di tronchi
che soffia in sordina dai fiati dei fusti,
e i verdi ventagli di filigrane di felci
che accennano accordi sotto gli arbusti,
e la Fuga di note che fruscia le foglie,
e i gioiosi gorgheggi d'uccelli nascosti,
e i lontani scrosci di cascate e ruscelli,
e le piccole gocce piovute dai rami
che vibrano arpeggi sulle tele dei ragni.
All'approssimarsi dell'umida sera,
nell'oscillante Cattedrale di fronde,
inconsapevole,
umile,
sale
la preghiera corale
della Foresta.
Lasciamo quest’ultimo Duomo che resta,
per pregare con gli altri viventi,
per unirci al respiro del mondo,
per cullarci nell’unica onda
in cui tutto, fluttuando, riposa.
Sull’aspra roccia, a picco sul mare,
la vecchia Agave dalle foglie spinose,
disseccate dal sole e incrostate di sale,
innalza,
dopo anni di sterile attesa,
l’altissimo, fiorito, vessillo nuziale.
Domani,
lieve, un sussurro di morte
appassirà il trionfale vessillo.
Si fletterà il fiore avvizzito
per un ultimo inchino d’addio
ai bianchi gabbiani reali
che fendono il silenzio del cielo
tagliando le brezze sottili
con lame di candide ali.

Morire
come l’agave, in festa,
e volare,
vani alianti di memorie perdute,
verso un lontanissimo mare
fra le brezze sottili del mese di Giugno.
Il
viaggio
Una piccola
foglia di castagno,
ondeggiando,
incerta,
è caduta
nel gorgo
d'un ruscello.
Ha
saltellato allegra nelle rapide delle montagne,
ha corso
col torrente in una valle stretta e oscura,
ha percorso
i mille canali delle campagne,
ha
girovagato nei calmi meandri della pianura.
Ora, là in
fondo, nelle acque ferme e piane
dove il
fiume, calmo, si stende
c'è la lunga
linea azzurra del mare… che l'attende....
Calpestii lontani
di animali
nascosti,
sui secchi fogliami.
L’ombra di un’ombra,
impercettibile,
appena mi sfiora
mentre cammino nel bosco.

Il sospiro
di tutta la vita,
per un attimo,
soffia ,
leggero,
sulla mia vita.
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Il
bosco
Brulica l’umile mondo
del sottobosco.
Respira l’umido muschio.
Rispondono le piccole
foglie dell'olmo
con sussurri d'antiche
leggende perdute.,
Corrono… greggi di
nuvole mute
Ivana Trevisani Bach
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