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Gatti

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Ho scritto per l'editore Mursia un libro sui gatti. Il titolo è "Il patto con il gatto"

Ne trascrivo un capitolo, come assaggio.

 

Gatto amletico

Essere, o, non  essere? La vita è reale o un sogno? Non so se i gatti si pongono questi interrogativi.

Forse lo fanno quando, con gli occhi  appena socchiusi, sembrano assorti in qualche  misteriosa riflessione.

Certamente però, esiste un dubbio che li tormenta in maniera drammatica: di fronte ad una porta aperta, uscire o restare dentro? Questa incertezza può straziare la loro mente felina per tempi incredibili.

Se poi il compagno umano  fa loro fretta, si può arrivare al blocco totale della decisione.

La frase: "Entri o esci?" può mettere il Gatto di fronte ad un dilemma esistenziale senza soluzione; la coda si fa nervosa e, se una zampina accenna d'istinto ad avanzare, essa viene subito bloccata dai centri corticali  che impediscono ad un gatto dignitoso di obbedire ad un perentorio comando umano. E così, anche se, forse, l'intenzione iniziale era di uscire, lui inizia una serie di oscillazioni periodiche che fanno indietreggiare  e avanzare il suo corpo in una danza ritmica, leggera e controllata. Di solito, a questo punto, il Gatto guarda negli occhi il suo compagno umano: se il padrone non è impaziente può anche fare un prudente passo in avanti, ma se lo sta fissando negli occhi nel tentativo di capire la sua definitiva decisione, si ritorna di nuovo al blocco o e al passo indietro.

E no! Non si può far decidere ad un uomo ciò che un Gatto deve fare!

E così la danza ricomincia.

Qualche volta si arriva addirittura alla sfida e allora il dubbioso Gatto si mette seduto per far capire che una decisione così importante va ponderata profondamente. A questo punto il "padrone" può spazientirsi al punto da chiudergli la porta in faccia.

E questa è una offesa molto, molto grave.

Un Gatto dignitoso potrà fare pagare questo affronto con ore e ore di atteggiamenti risentiti. Il "padrone" diventerà trasparente: non uno sguardo, non una strisciatina ai lati delle gambe. Il Gatto lo ignorerà allontanandosi girato di schiena, con la coda diritta, a sdegnoso vessillo.

Niente fusa, niente ron...ron.

Se convivete con un gatto conoscere te senz’altro questi suoi alteri atteggiamenti risentiti. Per ignorarvi si mostrerà impegnatissimo in attività che vi escludono: si laverà con una lena mai vista soffermandosi con pignoleria su ogni minima imperfezione del suo liscio pelo, si mostrerà attento a microscopici insetti volanti che voi non vedete affatto, ma che lui giudica estremamente interessanti. Oppure si abbandonerà sdraiato sul divano, come preso da una mortale stanchezza, dandovi sdegnosamente la schiena.

Insomma, il vostro gatto " farà i musi ". Solo dopo un certo tempo potrà fingere di dimenticarsene, ma solamente in cambio di un vostro regalo di pace, ad esempio una di quelle particolari leccornie  che sapete bene  che lo fanno impazzire.

Così salva la faccia. Ma non dimentica.

La prova ne è che la volta seguente, di fronte ad una porta aperta, i tempi di indecisione saranno raddoppiati .

L’umano che conosce bene il suo Gatto acquisisce col tempo una serie di strategie che gli permettono di risolvere in minor tempo questo rito obbligato. Occorre aprire la porta e fingere di non essere interessati alla sua decisione, ad esempio allontanandosi un poco e dando l'impressione di porre l’attenzione a qualcosa d'altro. Non è che il Gatto lasciato solo sia in grado di decidere in fretta, ma i tempi saranno certamente più brevi.

Con la coda dell’occhio lo vedrete riflettere, porre attenzione agli odori che gli arrivano da fuori, immaginare gli scenari possibili fuori e dentro, scaricare la tensione con qualche tic o con una rapida contrazione della pelliccia.

A quel punto, forse, la decisione è presa.

Allora l'Umano impaziente si lancia con " scatto felino " verso la porta per chiuderla dietro al Gatto approfittando dell'attimo favorevole.

In una frazione di secondo si decide il successo o il fallimento dell'azione.

I casi possibili sono:

         A) riuscite a chiudere la porta nell'attimo in cui tutto il corpo del gatto  è fuori e, al massimo, sfiorate la sua coda col battente.

Caso favorevole.

 

         B) il battente della porta sta per chiudere a tenaglia il corpo del Gatto. Lui sa che non lo stritolerete mai  e, miracolosamente, riesce a fermarsi a mezz’aria in questa posizione intermedia. Naturalmente voi aprirete di nuovo la tenaglia del battente e qui si possono verificare  altre due situazioni:

                    b1) il vostro Gatto è di buon umore e, allora, andrà avanti in fretta per far vedere che ha deciso di evitare un pericolo (in realtà è contento che gli avete dato una buona scusa per decidere).

                     b2) il Gatto decide di essere " fetente" perché:

                          1) ce l'ha con voi perché qualche vostro comportamento precedente non era in linea con il rigorosissimo galateo Uomo-Gatto che lui vi ha imposto ma che voi spesso fingete di ignorare.

                          2)  è " fetente" perché è una giornata così, e basta.

                            Non ha le mestruazioni, ma è come se le avesse.

In ogni modo, il caso b2 è sempre drammatico.

Infatti, non appena voi avrete rinunciato a stritolarlo e avrete riaperto il battente, il Gatto  farà un passo indietro. Si metterà seduto, pietrificato come la Sfinge fra le piramidi.

Se voi siete  una persona di buon senso, in questo caso vi conviene lasciare la porta aperta e, anche se fuori ci sono meno 20 gradi,  abbandonare il vostro Gatto  ai tormenti del suo dubbio amletico: restare...uscire...uscire …restare...

E questa sarà la vostra vendetta.

 

M. Ivana Trevisani Bach

 

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