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Il Tempo : il futuro

Preveggenza: sentire, per un attimo, qualcosa che, forse, appartiene al futuro…

Una vaga impressione che ci turba

Presentimento

 

Unghiate sottili di nubi ghiacciate

graffiano,

stridule,

il cielo terso del primo mattino.

 

Le pungenti brezze delle montagne

        elettrizzano,

        l’aria nuova

che entra, frizzando,

   nei pori del mondo.

 

Sull’erba bagnata, gocce brillanti

          scintillano

al ritmo dei canti di grilli

   che frullano cristalli.

Limpidi vetri di finestre lontane,

   lanciano, con lampi di sole,

       indecifrabili,

    misteriosi,  messaggi.

 

Negli occhi verdi del mio gatto nero

guizza un presentimento oscuro.

Fluttua allora nel pensiero

l’antica angoscia del futuro,

e, incalzanti, le onde della paura,

           pulsando,

mi serrano, improvvise,

i profondi rami del respiro.

 


 

Talvolta anche la natura sembra essere in attesa di qualcosa che sta per avvenire.

 

 

L'ATTESA

 

 Silenziosi, vapori di nuvole grigie,

impregnano i vuoti profondi dei boschi.

 

C'è un'attesa di pioggia nel fremito lieve

di tutte le piccole foglie dei pioppi.

 

                        Improvvisa, un'ombra oscura di freddo.

Poi soffia un vento di rabbia

che spazza le vecchie cartacce

e lotta con i rami impazziti,

gridando drammatiche frasi

in risposta a tuoni lontani.

E' giunto il Momento,

l'attesa è finita.

 


 

Preveggenza: l’illusione che una cosa tanto attesa stia per avverarsi.

Una vaga impressione che svanisce subito nel reale.

          L’isola

Lontana,

nell’alba invernale,

una sagoma grigia,

sfumata di nebbie,

       emerge dal mare.

 

Forse... profili di monti,

forse... ombre di valli,

o nube leggera

che piano risale.        

Poi, improvvisa,

sul vago filo dell’orizzonte,

finalmente,

chiara, decisa,

              l’Isola appare.          

 

Un attimo

e, poco a poco,

velati sipari,

incerti vapori

s’alzano in fondo,

fra il cielo ed il mare,

e così l’irraggiungibile meta

sognata, segreta,

                    alla fine scompare......


Misteriosi presentimenti nei sogni

Incubo

Nell’abisso di un sogno,

nel buio profondo

dell’inconscio remoto,

minacciosa, scura,

una donna cattiva,

contro un cielo laccato di nero,

facendo vibrare, con ira,

dagli anelli di una trachea di metallo,

una viscerale isteria primitiva ,

mi ha gridato,

con ira

una frase

terribile,

spaventosa,

      indecifrabile,

                       ma...

                definitiva.

 

 

Nota: questa poesia è stata illustrata dalla pittrice Teresa Campioni nel sito  

http://art.supereva.it/pennellatedipoesia


Piccoli segni: misteriosi avvisi

   PRESENZA 

Dietro l’ondeggiare leggero

del bianco tendone di velo,

il muto respiro d'una incerta presenza

che, da sempre,

mi aspetta.

Ogni sera d’estate si alimenta di brezza,

ogni sera d’inverno di brevi folate di vento.

So che è lì e che non ha fretta,

so che è in attesa dell’ Appuntamento.


Le memorie delle vite passate tornano indistinte nel futuro.

 Non ne abbiamo consapevolezza ma quelle memorie antiche rivivono in ogni nuova vita.

Flusso fatale

Velocissimo,

violento,

il turbine del Tempo

mi trascina

nel vortice

che scende

giù... giù... nel gorgo profondo

del Passato del mondo.

 

 

Dal precario limite del bordo,

per un attimo,

osservo la mia vita

precipitare,

nell’abisso

senza fine che mi attende.

 

Fra un istante,

le mie tracce di vita

indistinte

svaniranno

nel magma ribollente

che ingoia e poi fonde,

lentamente,

l'intricato flusso di umane storie.

 

Forse,

un giorno,

dal profondo  calderone delle scorie

il ciclopico Vulcano del futuro

vomiterà,

all’improvviso,

con scoppi, bombe e lapilli incandescenti

l’antico, perduto, impasto di memorie.

 

Nota: questa poesia è stata illustrata dalla pittrice Michela Dieni nel sito

 http://www.pennellatepoesia.altervista.org


Il corridoio

 

Nella pastosa penombra,

sagome incerte

di mobili antichi.

 

Stanze già buie

s’affacciano cupe

ad ogni lato

del mio corridoio.

 

Misteriose porte

di oscuri futuri.

 

Ognuna si apre

ad un silenzio profondo,

ad un buio più buio.

 

In alto, là in fondo,

un fioco abbaino

si apre

alla debole luce

del primo mattino.


 

 

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