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futuro
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Preveggenza: sentire, per un attimo, qualcosa che, forse, appartiene al futuro…
Unghiate sottili di nubi ghiacciate graffiano, stridule, il cielo terso del primo mattino.
Le pungenti brezze delle montagne elettrizzano, l’aria nuova che entra, frizzando, nei pori del mondo.
Sull’erba bagnata, gocce brillanti scintillano al ritmo dei canti di grilli che frullano cristalli.
Negli occhi verdi del mio gatto nero guizza un presentimento oscuro.
Silenziosi, vapori di nuvole grigie, impregnano i vuoti profondi dei boschi.
Preveggenza: l’illusione che una cosa tanto attesa stia per avverarsi. Una vaga impressione che svanisce subito nel reale. L’isola Lontana, nell’alba invernale, una sagoma grigia, sfumata di nebbie,
Forse... profili di monti, forse... ombre di valli, o nube leggera
Poi, improvvisa, sul vago filo dell’orizzonte, finalmente, chiara, decisa,
Un attimo e, poco a poco, velati sipari, incerti vapori s’alzano in fondo, fra il cielo ed il mare, e così l’irraggiungibile meta sognata, segreta, alla fine scompare......
Misteriosi presentimenti nei sogni Incubo
facendo vibrare, con ira, dagli anelli di una trachea di metallo, una viscerale isteria primitiva , mi ha gridato, con ira una frase terribile, spaventosa, indecifrabile, ma... definitiva.
http://art.supereva.it/pennellatedipoesia Piccoli segni: misteriosi avvisi PRESENZA
Dietro
l’ondeggiare leggero del bianco tendone di velo, il muto respiro d'una incerta presenza che, da sempre, mi aspetta.
So che è lì e che non ha fretta, so che è in attesa dell’ Appuntamento.
Le memorie delle vite passate tornano indistinte nel futuro. Non ne abbiamo consapevolezza ma quelle memorie antiche rivivono in ogni nuova vita. Flusso fatale Velocissimo, violento, il turbine del Tempo mi trascina nel vortice che scende giù... giù... nel gorgo profondo del Passato del mondo.
Dal precario limite del bordo, per un attimo, o sservo la mia vitaprecipitare, nell’abisso senza fine che mi attende.
Fra un istante, le mie tracce di vita indistinte svaniranno nel magma ribollente che ingoia e poi fonde, lentamente, l'intricato flusso di umane storie.
Forse, un giorno, dal profondo calderone delle scorie il ciclopico Vulcano del futuro vomiterà, all’improvviso, con scoppi, bombe e lapilli incandescenti l’antico, perduto, impasto di memorie.
http://art.supereva.it/pennellatedipoesia
Il corridoio
Nella pastosa penombra, sagome incerte di mobili antichi.
Stanze già buie s’affacciano cupe ad ogni lato del mio corridoio.
Misteriose porte di oscuri futuri.
Ognuna si apre ad un silenzio profondo, ad un buio più buio.
In alto, là in fondo, un fioco abbaino si apre alla debole luce del primo mattino.
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